Estratto da "Place des Vosges"
(...) Anis e D. voltano pagina. Sorridono a Cécile e sprofondando in una nuova vicenda interiore. Gide. Alyssa⁶.
Il sogno sfuma.
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Dalla seduta della panchina, dove Cécile quasi scalzava D. con la gioia (pepata) del suo estro leggermente ferino, Anis occhieggiava lo sbocco di Rue du Pas de La Mule: il vicoletto che, preso da Boulevard Beaumarchais, dopo un breve tratto in discesa sfocia sulla Place des Vosges.
Con gli occhi a mezzo tra le intime suggestioni gideiane e i ricordi delle fascinazioni letterarie ottocentesche, Anis scorse Anna, Teresa, Emma. Le scorse con nettezza. Le scorse oltre il profilo di Alyssa, che la suggestionò.
Le tre figure discendevano la via, passeggiavano a braccetto lungo la discesa, sfociavano nel largo che accoglie il giardino, sbirciavano qua e là, intorno.
Poi Anis scorgeva Anna, Anna Karenina, ad ogni passo pallida, sempre più 'algida' e bianca, quasi diafana, apparentemente altezzosa nella sua rigida andatura dignitosa e sofferente.
Lei, Anna, così russa da apparire quasi franca, gridava la muta condizione di madre priva della gioia che nasce quando si ama chi sappia attivare interi universi colmi di senso, e li attiva grazie al proprio spirito e ingegno - e li attiva grazie alla genuina facoltà di levare dalle strettoie, forse dalle claustrali inibizioni, le fissazioni che "tanta provinciale contemporaneità abbraccia per darsi un tono" direbbe Cécile. ("Evitate le vie tracciate!" bisbiglia mentre sbircia queste parole).
E vi era Emma, Emma Bovary. Anis la vide svolgere, tacendo, le proprie pulsioni: mai trattenne il vuoto in cui si incastrò in quella provincia, con quel medico. Quale dramma il suo dolore vivido, ancora inaccolto, forse inascoltato, espresso così chiaramente nella disgrazia del suo tormento "che è il tormento di chiunque rifiuti la fine palesata da quei canoni che mordono-no" dice ora Cécile, con spirito allegro. E aggiunge: "Essi sono destinati ad esaurire sé stessi nella vanagloria della propria esaltazione anzi, mortifera esaltazione."
Le arie di Places des Vosges...
L'immagine inserita nel post è una foto che ho scattato al seguente romanzo: Anna Karenina (1877) – Lev Nicolaevič Tolstoj (trad. di Pietro Zveteremich – Editrice La Stampa S.p.A., 2003).